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Storia

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È la vallata di sinistra guardando il Monte Bianco da Courmayeur, nasce da un lavoro secolare dei ghiacciai. La strada che la raggiunge sale in modo importante incontrando lungo il suo percorso la chiesa votiva di Notre-Dame de la Guérison affacciata sul ghiacciaio della Brenva - che scende sul versante italiano del massiccio del Monte Bianco al cospetto dell'Aiguille Blanche e dell'Aiguille Noire de Peuterey, con i suoi 730 ettari di estensione la Brenva è il quarto ghiacciaio valdostano.

 

Il santuario di Notre-Dame de la Guérison sorse nel 1792, su un ammasso di pietre, nel patois locale "berrier", che vuol dire roccia, pietra. Nel 1816, il piccolo santuario fu abbattuto dall'inesorabile avanzata del ghiacciaio della Brenva; rimase intatta solo la statua della Madonna, evento ritenuto miracoloso dai fedeli. L'attuale santuario fu riedificato nel 1867 e consacrato l'anno successivo.

 

Si racconta che proprio dal ghiacciaio della Brenva, fino agli anni sessanta si prelevasse il ghiaccio per l'utilizzo domestico nelle ghiacciaie. Lasciata il santuario la strada prosegue addentrandosi lungo la piana della valle ed incontrando a sinistra una vistosa "sabbiera" sistema di decantazione del limo, trasportato dalla Dora di Val Veny, che crea una grande risorsa nel processo costruttivo per scopi abitativi.

 

Nel proseguire si arriva in frazione Zerotta dove troviamo l'impianto sciistico omonimo, la strada prosegue arrivando ad incontrare a destra una bellissima zona boschiva in cui sorge un'accogliente area verde, con: tavoli, servizi igienici, griglie. Appena dopo la strada incomincia a salire e raggiunge la Visaille, un insieme di poche case tra queste la teleferica di servizio per il Rifugio Monzino - oggi fuori servizio. Qui una sbarra interrompe la strada carrozzabile di fondo valle, si trova infatti anche il capolinea della linea pubblica di bus.

 

Superata la sbarra rigorosamente a piedi si prosegue lungo la carrozzabile che inizia a salire sul fianco della morena del ghiacciaio Miage, dall'altra parte alla nostra sinistra la Dora di Veny scorre sotto una impressionante parete di roccia sedimentaria bianca che erosa al piede dalle acque sembra reggersi per miracolo. Si giunge così ad un tratto di strada che diventa simile ad una pista in terra battuta di colore "rossastro" resto di una frana. Poche centinaia di metri ed alcuni minuti di cammino e si ritrova il tracciato originario della strada e lentamente spuntano in fondo alla valle le Pyramides Calcaires. Come dice il nome sono delle formazioni calcaree, che viste dal lago Combal appaiono piramidali, dentro le quali sono stati scavate delle fortificazioni nella prima metà del 1900. Ai loro piedi si vede il rifugio dedicato a Elisabetta Soldini, e sotto di esso i fabbricati che ospitavano la guarnigione.

 

Siamo al ponte che attraversa la Dora e ci affacciamo sul lago del Combal, la sua acqua ha dei riflessi turchese - tale colore è dovuto alla particolare mescolanza tra le acque di fusione dei ghiacciai che sono lattiginose a causa del limo in sospensione e quelle purissime e trasparenti che escono dalle sorgenti che alimentano il lago. Questo colore, unico in valle, varia durante il giorno e le stagioni. Il momento migliore per apprezzare le sue sfumature e a metà mattina, con il sole alle spalle.

 

A destra sul lato della morena sale la strada che in poche centinaia di metri ci porta alla rete di sentieri che salgono le pendici della morena del ghiacciaio del Miage. È il più grande ghiacciaio valdostano: si estende per 1100 ettari su una lunghezza di oltre 10 km. Ai piedi del ghiacciaio del Miage, che scende dal Monte Bianco, nell'alta Val Veny, si trova un piccolo laghetto glaciale, una vera rarità geologica stretto com'è tra il bordo della morena e il fiume di ghiaccio che scende dal Monte Bianco.

 

Chi ama camminare può seguire la strada militare che solca il pianoro del Lago Combal, così da raggiungere le caserme della Seigne e raggiungere il rifugio Elisabetta Soldini 2195 metri in poco più di un'ora.

 

Siamo adesso nel pianoro di Lex Blanche, alla fine della leggera salita si raggiunge il ponte sulla Dora di Veny, il torrente emissario del Lago Combal. In fondo alla vallata si vede il colle della Seigne 2512 metri, sulla destra le Pyramides Calcaires e i ghiacciai des Échelettes e della Lex Blanche che scintillano sotto il sole.

 

Per chi raggiunge il Col de la Seigne oltre alla tavola panoramica riportante la "rosa dei venti" e tutte le indicazioni visive sulle vette circostanti si scollina scendendo in Francia. Punto di passaggio del famoso Tour du Mont Blanc.

 

Attività e servizi

La valle in estate ospita una moltitudine di sentieri che raggiungo agevolmente attraverso la "Grande Balconata" svariati rifugi alpini. Vie alpinistiche oltre ad una splendida pista ciclabile.

Fruibile anche d'inverno, per la pratica dello sci da discesa, attraverso l'impianto menzionato in precedenza in località La Zerotta. Offre alcuni tracciati alpinistici e fuoripista che si sviluppano direttamente dal sovrastante comprensorio sciistico di Courmayeur.

Nella valle sono presenti camping, alberghi, posti di ristoro che sia in estate come d'inverno offrono un'impeccabile servizio.

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